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Guardare oltre le ombre

Il Museo degli Sguardi vuole avvicinare il proprio pubblico alla dimensione riflessiva della nostra relazione con l'arte degli altri, rivelandola nei diversi aspetti che essa ha assunto a seconda del nostro sguardo: scandaloso, nel primo sguardo cristiano che è arrivato a scorgere in essa una prova esotica dell'esistenza del diavolo; sorprendente, nello sguardo curioso dei primi viaggiatori e degli scienziati che iniziavano a catalogare le meraviglie della natura; istruttivo, nello sguardo degli archeologi e dei primi etnografi che vi scoprivano segni di vita e di cultura; sconvolgente, per i primi rappresentanti dell'arte moderna-pittori surrealisti o cubisti-che in quest'arte “altra” hanno visto svelata una diversa visione del mondo, uno sguardo differente che essi sentivano vicino al loro; sublime, a volte, agli occhi di coloro che, senza nessuna particolare conoscenza etnologica, hanno la rivelazione dello splendore formale di alcuni oggetti.

Oggi tutti siamo più o meno abituati alle forme di volta in volta variate e un po' stereotipate dell'arte “turistica”, concepita per il commercio, al di fuori di ogni preoccupazione metafisica o religiosa. Ma l'arte “indigena” è anche uno stimolo per le arti plastiche che cercano nuove fonti d'ispirazione nell'epoca della globalizzazione e dell'omologazione estetica. Mille piste, mille inviti rinnovati al sogno, alla riflessione e al viaggio che ci si sforza di seguire sulle tracce in un percorso fatto di segnali che ci conduce da ieri al domani, dallo scandalo all'ammirazione, ma che si può fare in tutti i sensi, ritornando, se necessario, sui propri passi, perché abbiamo sempre bisogno di stupirci, di capire e di ammirare.