DESCRIZIONE
Parallelamente alla scoperta delle singolarità postmoderniste dell’universo rivierasco romagnolo da parte di Pier Vittorio Tondelli, un magma vitale e creativo ribolliva all’interno di quella che proprio in quegli anni sarebbe stata definita “Metropoli balneare”: i boomer indigeni seguivano strade autonome ma avevano come riferimento una comune sensibilità e – parola in uso all’epoca – “atteggiamento” rispetto ai temi della modernità.
Lo Zeitgeist (spirito dei tempi) e il genius loci (spirito del luogo), le forze che influenzano un'epoca e un luogo specifici, si manifestavano nei luoghi del ludus, le discoteche, segnatamente quelle portatrici della new wave, diventate luoghi catalizzatori di universi e novità musicali e culturali.
Si manifestavano nelle neonate radio libere, che permettevano ai “giovani sparsi nella città doppia” (titolo di una accurata mostra-reportage realizzata da Radio Talpa nel 1982 a Cattolica) di autorappresentarsi, di confrontarsi e di comunicare via etere, utilizzando come principale medium la musica.
Si manifestavano grazie ad associazioni, partiti e Amministrazioni di sinistra che mostravano apertura mentale e disponibilità di spazi ai fermenti presenti nell’aria, in un rapporto di prossimità non privo di tensioni e contraddizioni culturali, politiche e generazionali.
Si manifestavano, infine, anche grazie ad un inedito legame con l’ambiente sprovincializzante delle Facoltà di architettura di Venezia e di Firenze, animate da insegnanti a loro volta protagonisti dei fermenti culturali dei decenni precedenti. Da queste provenivano infatti alcuni giovani studenti, esponenti nella nuova ondata creativa: basti citare il caso del gruppo riminese Complotto Grafico, caratterizzato dalla presenza di ben quattro laureandi in architettura.
In una Rimini ancora simile a quella di felliniana memoria, resa cosmopolita dal turismo di massa, l’ambizione tra i giovani creativi riminesi era quella di “spostare la Metropoli in provincia”, di creare “in casa” un polo della modernità: un immaginario applicato a soggetti autoctoni e collegato a quello metropolitano per qualità ed innovazione. Spesso in diretta relazione con le nuove tendenze della moda e del design italiano, in un gioco di specchi e di stimoli reciproci, alla riscoperta del valore dell’“effimero” (a partire dalle Estati romane dell’assessore alla cultura Renato Nicolini), del “banale” e del "kitsch": si veda il caso della mostra Architetture estive a Rimini nel 1981, cui avevano partecipato alcuni importanti nomi del design milanese.
La “nuova” provincia balneare esibiva ed ostentava con orgoglio i suoi elementi peculiari e la sua cultura, estraendone e rielaborandone gli aspetti di originalità, manifestando al contempo amore per il proprio territorio e rifiuto del provincialismo e di ogni senso nostalgico. Si studiava e si giocava con la tradizione che toccava anche l’immaginario nato attorno ai “bagni al mare”, che si comincia ad indagare a partire dalle origini, attraverso la riscoperta del fenomeno delle ex colonie marine (liberate da pregiudiziali politiche), sino all’effervescente ottimismo del "boom" economico, creando ibridazioni nuove e produttive nel confronto con la cultura "alta" e più innovativa.
Si pensi, ad esempio, alle pionieristiche ricerche sulle colonie marine avviate da un gruppo di neolaureati architetti del riminese in accordo con l’IBC emiliano-romagnolo ed alla serie di iniziative lungo l’intero arco del decennio svolte dal neonato Centro Culturale Polivalente di Cattolica, da Memoria e mito balneare (1983) con la biennale Design Balneare (1983/87) sino all’”Osservatorio della Cultura Balneare” avviato da Ugo La Pietra ed alla mostra Avanguardia Romagnola sull’architettura balneare (1989).
Anche se gran parte di quella ricchezza di elaborazione verrà progressivamente omologata, senza lasciare tracce visibili nel territorio, è negli anni ‘80, gli anni della postmodernità, che si prende consapevolezza del peculiare valore culturale e materiale della "Metropoli balneare", di cui Tondelli è uno dei cantori, avviando una auto-riflessione che arriva sino ai giorni nostri.
Maurizio Castelvetro
Rimini80 Viaggio nell'immaginario metropolitano della Rimini di Tondelli
